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CONFERENZE  SIA  SCIENTIFICHE  CHE UMANISTICHE

ALLE  PORTE  DI  UNA  RIVOLUZIONE  SENZA  PRECEDENTI

Date e relatori

DATA
TITOLO
LUOGO
RELATORE
ORARIO
12.1.2027
Scomparsa del desiderio
Online
David Le Breton
20:30​
19.1.2027
IA e pensiero umano
Supsi Mendrisio
Maurizio Ferraris
20:30
8.4.2027
La Svizzera é un paese neutrale e felice
Auditorium USI Lugano
Maurizio Binaghi
20:30

CHE COSA SIGNIFICA PENSARE NELL' EPOCA DELL' IA

La pelle non è solo la sede della sensibilità. È anche, in quanto involucro vivente di un organismo volente, quella che si vuol vendere cara, al prezzo più alto possibile, in ogni momento della nostra vita; che ci attira verso un altro vivente per imperscrutabili questioni di pelle; o che può renderci amici per la pelle; o ancora quella che vorremmo fare o che vorremmo farci. Ossia è un impasto di sangue, sudore e lacrime che nessuna macchina potrà né vorrà mai imitare. Ciò premesso, metto in attesa la pelle e passo al silicio». Che cosa manca al burattino per diventare un bambino? Che cos'abbiamo noi che l'intelligenza artificiale non possieda? A credere a quel che si legge, niente: i computer pensano, e meglio di noi, tanto è vero che ci portano via il lavoro. Ma a rifletterci un poco, le differenze ci sono eccome. I computer non vivono, non muoiono, non hanno paura, non si annoiano, e soprattutto non vogliono. Impassibili, registrano le nostre azioni e passioni, e hanno bisogno del nostro prompt proprio come un vampiro ha bisogno di sangue. Basta saperlo, e passa la paura. Quel sangue che alimenta il web, l'intelligenza artificiale, il grande archivio della vita umana, è nostro, e deve tornare a noi. Ma questo non potrà mai aver luogo se non capiamo che quello che abbiamo scaraventato in cielo e trasformato in una entità malvagia e minacciosa siamo noi e soltanto noi, nel nostro sapere e nella nostra insipienza, nelle nostre speranze e nelle nostre disperazioni. Purtroppo. O per fortuna, se saremo capaci di cavare dei fiori da tutto quel letame.
​
Maurizio Ferraris, Filosofo italiano. È professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove dirige il LabOnt (Laboratorio di ontologia). Editorialista di "La Repubblica", è inoltre direttore della "Rivista di Estetica", condirettore di "Critique" e della "Revue francophone d’esthétique". Fellow della Italian Academy for Advanced Studies (New York), della Alexander von Humboldt-Stiftung e del Käte Hamburger Kolleg "Recht als Kultur" di Bonn, Directeur d’études al Collège International de Philosophie, visiting professor alla Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e in altre università europee e americane.

Bibliografia

Ha scritto una cinquantina di libri tradotti in varie lingue. Tra i più recenti, segnaliamo Documentalità (2009), il Manifesto del nuovo realismo (2012), Filosofia per dame (2011), Anima e iPad (2011), Spettri di Nietzsche (2014), Mobilitazione totale (2015), Emergenza (2016), Mobilitazione totale (2016), L'imbecillità è una cosa seria (2016), Filosofia teoretica (2017), Postverità e altri enigmi (2017), Il denaro e i suoi inganni (2018, scritto insieme a John R. Searle). Del 2024 Imparare a vivere edito da Laterza.
Libri di Maurizio Ferraris nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese.
​Entrata libera. ​

SCOMPARSA DEL DESIDERIO

Nella società dell’effimero, della velocità, dell’iperconnessione accade che si avverta la necessità di assentarsi da sé, di ritrarsi dalle richieste spasmodiche di efficienza dove la prestazione si fonde con l’azionismo e dove la parola scivola nella mera necessità di richiesta di contatto. Una ricerca d’impersonalità permeata dalla volontà di non concedersi più, se non sotto una sembianza neutra. Nel difficile sforzo di essere sé, molti individui preferiscono “fare il morto”, prendersi un periodo di vacanza dalle sollecitazioni di una società spettrale, vivere al minimo, come fossero degli eremiti del XXI secolo. In questo saggio, l’Autore descrive le varie forme di fuga da sé o blancheur che possono accadere a causa di un lutto, una separazione o in seguito a un licenziamento. Per non dire dei dolorosi annullamenti di sé quali la depressione, il burnout, il deficit di attenzione per arrivare a quell’intorpidimento progressivo che si chiama Alzheimer, e che è una fuga senza ritorno.
David Le Breton, professore di Sociologia all’Università di Strasburgo. È membro dell’Institut Universitaire de France.

Bibliografia

Tra i suoi saggi pubblicati in italiano: Esperienze del dolore. Fra distruzione e rinascita (Cortina Raffaello 2014); Il sapore del mondo. Una antropologia dei sensi (Cortina Raffaello 2007); Il mondo a piedi. Elogio della marcia (Feltrinelli 2001); La pelle e la traccia. Le ferite del sé (Meltemi 2016); Antropologia del dolore (Meltemi 2016). Con Mimesis ha recentemente pubblicato Sovranità del silenzio (2016) e Sociologia del rischio (2017).
Libri di David Le Breton nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese.
​Entrata libera. ​

LA SVIZZERA E' UN PAESE NEUTRALE E FELICE

Si è soliti ripetere la celebre affermazione di Raymond Queneau che «i popoli felici non hanno storia». Questo sentire comune non solo è storicamente falso ma è il vero risultato del genio elvetico, capace di convincere il mondo di essere un popolo senza storia, giustificando così la propria esistenza come eccezionale, al di sopra delle parti e al di fuori del tempo. In realtà, la Svizzera ha, forse più di molti Stati, un’appassionante storia europea fatta di violenti conflitti che si manifestano nell’attuale eterogeneità del paese. Proprio queste lacerazioni hanno portato nei secoli all’invenzione di una tradizione e di un’identità comuni, di cui la neutralità permanente è progressivamente divenuta il collante. Così un popolo aggressivo e brutale, ‘armatissimo’ (come scrive Machiavelli) e bravo come nessun altro in Europa a fare la guerra, muta pelle e si immagina come una placida isola di pace. Posta di fronte a decisioni capitali per la sua stessa esistenza, la Svizzera conosce un conflitto per il controllo del passato che diventa il campo di battaglia privilegiato e la posta in gioco essenziale per ipotecare le scelte future. La Svizzera attuale non pare infatti più in grado di uscire dall’immaginario eterno che lei stessa ha creato.
Maurizio Binaghi, ha studiato Storia moderna e contemporanea all'Università di Friburgo (Svizzera). Dopo la laurea, ottenuta nel 1997, ha svolto l'attività di assistente presso la cattedra di storia contemporanea della stessa università. Attualmente insegna Storia e Civica al Liceo Cantonale di Lugano 1.

Bibliografia

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Libri di Maurizio Binaghi nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese.
​Entrata libera.
Foto
Luca Mombelli
​Via Marcetto 6
​CH - 6883 Novazzano
Foto
+41 79 452 24 27
Foto
[email protected]
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